Dichiarazione integrativa a favore: i termini

Presentazione della dichiarazione integrativa a favore, anche oltre i termini per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno di imposta successivo. Tutte le informazioni utili.

Fino ad oggi il contribuente, per recuperare maggiori imposte versate per un errore, che ad esempio, aveva determinato un pagamento non dovuto di IRES, IRPEF o IRAP, se non si attivava entro il termine della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, rischiava di dover ricorrere all’istanza di rimborso da ripetizione dell’indebito.

L’articolo 5 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, ha sancito normativamente la possibilità per il contribuente di presentare la dichiarazione integrativa “a favore” anche oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.

In pratica, a partire dal 2017, la dichiarazione integrativa a favore del contribuente potrà essere presentata anche successivamente rispetto al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, e fino al termine delle annualità previste per l’accertamento.

Dichiarazione integrativa a favore

L’articolo 5 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016 ha modificato l’articolo 2, commi 8 e 8 bis, del DPR n. 322/98 e ha previsto, in relazione alle dichiarazione dei redditi, dell’IRAP e dei sostituti d’imposta, che è possibile presentare la dichiarazione integrativa “a favore” entro il termine di decadenza dell’azione accertatrice di cui all’articolo 43 del DPR n. 600/1973.

Dalla norma si evince pertanto, che è possibile correggere errori/omissioni sia “a favore” che “a sfavore” del contribuente, ossia errori/omissioni che abbiano comportato l’indicazione di un maggior/minore imponibile o, comunque, un maggior/minor debito d’imposta o un maggior/minor credito entro il termine previsto per l’accertamento delle imposte sui redditi, ex articolo 43 del DPR n. 600/1973.

L’intento del legislatore è stato quello di eliminare il disallineamento esistente tra il termine di presentazione della dichiarazione integrativa “a favore (termine previsto per la dichiarazione del periodo d’imposta successivo) e quello della dichiarazione integrativa a sfavore (termine previsto per l’accertamento).

Dichiarazione integrativa a favore: il credito

Il credito derivante dal minor debito/maggior credito risultante dalla dichiarazione integrativa “a favore” come disposto dal nuovo comma 8-bis, dell’articolo 2 del DPR n. 322/98 può essere utilizzato in compensazione.

Qualora la dichiarazione integrativa “a favore” venga trasmessa oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo è stabilito che il credito derivante dal minor debito o dal maggior credito risultante dalla stessa possa essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è presentata la dichiarazione integrativa.

Tuttavia in sede di conversione, è stato previsto, che tale ultima limitazione non opera in caso di correzione di errori contabili di competenza.

Sul tema era intervenuta la Circolare 31/E/2013 che, aveva previsto, tramite la procedura di autoliquidazione delle dichiarazioni integrative, la possibilità di recuperare la mancata deduzione di un componente reddituale.

Dichiarazione IVA

Analogamente a quanto disposto ai fini delle imposte dirette /IRAP, ferma restando la possibilità di accedere all’istituto del ravvedimento operoso  ex articolo 13, D.Lgs. n. 472/97, è consentito integrare la dichiarazione IVA entro il termine previsto per l’accertamento ex articolo 57, DPR n. 633/72 per correggere errori/omissioni sia “a favore” che “a sfavore” del contribuente, ossia errori/omissioni che abbiano comportato l’indicazione di un maggior / minor debito d’imposta o un maggior / minor credito IVA.

Credito risultante dalla dichiarazione IVA integrativa

Il credito che scaturisce dal minor debito / maggior credito risultante dalla dichiarazione integrativa “a favore” può essere:

  • Portato in detrazione in sede di liquidazione periodica/dichiarazione annuale;
  • Utilizzato in compensazione;
  • Chiesto a rimborso

a condizione che la dichiarazione integrativa sia presentata entro il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo.

Nel caso in cui la dichiarazione integrativa sia presentata oltre il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo, il credito derivante dal minor debito/maggior credito risultante dalla dichiarazione integrativa “a favore”  può essere:

  • Utilizzato in compensazione dei debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo;
  • Chiesto a rimborso, se sussistono, per l’anno per il quale è stata presentata la dichiarazione integrativa, dei requisiti previsti dagli articoli 30 e 34, comma 9.

Tuttavia, anche per questa dichiarazione, resta la possibilità di far valere, anche in sede di accertamento o di giudizio, eventuali errori di fatto o di diritto, che abbiano inciso sull’obbligazione tributaria, determinando l’indicazione di un maggiore imponibile, di un maggior debito d’imposta o, comunque, di un minor credito.

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