IRI

Come funziona l’IRI? L’imposta sul reddito dell’imprenditore

L’IRI, ovvero l’Imposta sul Reddito di impresa è una nuova modalità di tassazione, esercitabile su opzione da parte di imprenditori individuali e società di persone. Per poter esercitare l’opzione per questo tipo di regime fiscale è necessario adottare la contabilità ordinaria. In questo contributo andiamo a vedere come funziona l’IRI e quali sono le modalità di applicazione.

La legge di Stabilità 2017, Legge 232 dell’11 dicembre 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, ha previsto la possibilità per le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria di optare dal 1 gennaio 2017 per l’applicazione dell’IRI – imposta sul reddito di impresa.

In questo contributo andiamo a vedere come funziona l’IRI e quali sono i vantaggi che possono portare un’imprenditore a scegliere una tassazione proporzionale (con aliquota 24%) al posto di una tassazione ad Irpef, progressiva per scaglioni di reddito.

IRI: come funziona?

L’IRI, imposta sul reddito di impresa, prevede un’imposizione separata del reddito d’impresa che non confluirà nel reddito complessivo ai fini Irpef del soggetto passivo, ma sarà tassato separatamente con aliquota Ires che da 1 gennaio 2017 è stata ridotta al 24%.

Possiamo riassumere nei seguenti punti, le motivazioni che hanno spinto il legislatore a varare questo nuovo regime fiscale, ossia:

  • Considerare l’impresa come entità “separata” dall’imprenditore ed evidenziare il contributo lavorativo che quest’ultimo vi apporta;
  • Rendere più neutrale il sistema tributario, prevedendo la stessa aliquota proporzionale per le società di capitali e le società di persone;
  • Mantenere una tassazione analoga agli altri redditi da lavoro (dipendente o da pensione) sulla parte di reddito che l’imprenditore ritrae dall’azienda per soddisfare i propri bisogni;
  • Incentivare il reinvestimento degli utili all’interno delle PMI per agevolare la crescita e lo sviluppo delle attività produttive.

Soggetti che possono accedere all’IRI

Al fine di disciplinare la nuova imposta su reddito d’impresa, al testo unico delle imposte sui redditi (DPR n. 917/86), è stato aggiunto l’articolo 55- bis; che al primo comma prevede la possibilità di accesso all’IRI solo ai seguenti soggetti in contabilità ordinaria:

  • Imprenditori individuali;
  • Società in nome collettivo;
  • Società in accomandita semplice;
  • Società a responsabilità limitata (Srl) a ristretta base proprietaria che potevano optare per la trasparenza fiscale.

In merito a quest’ultimo punto la Legge di Stabilità 2017 è intervenuta a modificare l’articolo 116 del DPR n. 917/86 (“Opzioni per le società a ristretta base proprietaria“).

L’opzione per l’applicazione dell’IRI esclude l’applicazione del regime di imputazione del reddito per trasparenza di cui all’articolo 5 del DPR n. 917/86. Si ricorda che quando le società sono tassate per trasparenza il reddito della società è imputato a ciascun socio e quindi:

  • Tassato in capo ad esso indipendentemente dalla sua percezione;
  • Tassato proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

Funzionamento dell’IRI

La disciplina dell’IRI prevede che il reddito di impresa sia escluso dalla formazione del reddito complessivo e assoggettato a tassazione separata del 24%.

Pertanto per l’imprenditore individuale o per il socio di società di persone che abbiano optato per l’applicazione dell’IRI:

  • Il reddito di impresa sarà tassato al 24% con la stessa aliquota prevista ai fini Ires;
  • Tutti gli altri redditi, compreso il reddito da lavoro, saranno assoggettati ad aliquota progressiva Irpef.

Per l’esercizio dell’opzione dell’IRI dovrà essere esercitato in sede di dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione (esempio per il 2017, l’opzione IRI andrà indicata nel modello “Redditi 2018“.

Tale opzione avrà una durata pari a cinque periodi di imposta ed è rinnovabile.

Calcolo dell’IRI

Per la determinazione del calcolo dell’IRI è necessario soffermarsi su 2 aspetti: il prelievo da parte dell’imprenditore/socio ed il regime delle perdite.

Per quanto concerne il primo aspetto, il reddito IRI è determinato in base alle ordinarie regole di determinazione del reddito d’impresa previste dal titolo I, capo VI del DPR n. 917/86 e siano ammesse in deduzione le somme prelevate:

  • A carico dell’utile d’esercizio e delle riserve di utile;
  • Nei limiti del reddito del periodo d’imposta;
  • A favore dell’imprenditore, dei collaboratori familiari e dei soci.

Pertanto il prelevamento delle somme dal conto corrente da parte dell’imprenditore diventa deducibile dalla base imponibile IRI e concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile Irpef dell’imprenditore.

Le riserve di utili esistenti al momento dell’ingresso nel regime IRI e già tassati per trasparenza in capo al socio/imprenditore, non concorreranno chiaramente alla determinazione del reddito complessivo in caso di distribuzione.

Il secondo aspetto a cui porre attenzione al calcolo dell’IRI è il regime delle perdite, che potremmo suddividere nei seguenti punti, sulla base dei tempi in cui sono maturate, ossia:

  • Perdite pregresse: seguono la disciplina prevista dall’articolo 8 comma 3 del DPR n. 917/86, in base alla quale sono computabili in diminuzione per l’intero importo che trova capienza nel reddito e sono riportabili non oltre 5 esercizi.
  • Perdite maturate nei periodi di applicazione dell’IRI: sono computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importa che trova capienza in essi, senza particolari limiti temporali.
  • Perdite non ancora utilizzate al momento della fuoriuscita dal regime IRI: sono imputate in diminuzione dai redditi considerando l’ultimo anno di permanenza nel regime come anno di maturazione delle stesse.

Riflessi previdenziale IRI

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, i soggetti che effettuano l’opzione per tale regime, il contributo annuo dovuto alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali sia determinato senza tenere in considerazione le nuove disposizioni dell’IRI.

A chi conviene aderire al regime IRI?

Per capire la convenienza ad aderire al nuovo regime IRI è opportuno considerare alcuni aspetti, quali:

  • Coloro che prelevano un importo rilevante di utili non hanno convenienza ad aderire al regime in quanto gran parte del reddito sarà soggetto a tassazione ordinaria;
  • Le imprese in contabilità semplificata che intendano accedere alla nuova imposta IRI, saranno costrette a scegliere il regime della contabilità ordinaria rinunciando ai vantaggi in termini di adempimenti e di tenuta dei registri propri della contabilità semplificata;
  • Coloro che intendono accedere all’IRI, non saranno tenuti al versamento delle addizionali Irpef;
  • Può essere conveniente l’imposta nei casi di possesso di atri redditi, in quanto i redditi d’impresa non concorrono alla tassazione progressiva.

Esempio pratico IRI

Si ipotizzi che uno dei soci della società “Alfa snc” abbia una quota di reddito pari ad €. 80.000.

Si considerino i seguenti dati:

  • Il socio abbia prelevato €. 30.000;
  • Il socio possegga altri redditi di €. 15.000;
  • Il socio abbia €. 2.000 di oneri deducibili.

Possiamo facilmente calcolare il reddito del contribuente che sarà il seguente:

                   +80.000 reddito d’impresa
                   +30.000 altri redditi
                    -2.000 oneri deducibili
                    = 108.000


Calcolo senza IRI
:

l’intero importo del reddito viene interamente assoggettato ad Irpef con aliquota progressiva per un totale di €. 39.610 di imposta.

Con l’IRI:

€. 50.000 (€. 80.000 di reddito d’impresa al netto dei 30.000 euro prelevati come utile d’esercizio) sono tassati al 24% mentre i restanti €. 58.000 (€. 30.000 prelevati, €. 30.000 altri redditi meno €. 2.000 di oneri deducibili) sono tassati con aliquota IRPEF progressiva.

Pertanto dal calcolo otterremmo la seguente imposta:

IRI = 50.000*24%= 12.000

IRPEF = 18.450

TOTALE = 12.000+20.500=30.450.

Come si può constatare il beneficio fiscale derivante dall’opzione per l’imposta sul reddito di impresa è pari ad €. 9.160.

La nostra consulenza

Volete avere maggiori informazioni sull’applicazione dell’Imposta sul reddito di impresa? Volete sapere se nel vostro caso l’applicazione dell’imposta proporzionale è più conveniente?

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