Agevolazione prima casa e asta

Acquistare casa in asta: vale l’agevolazione prima casa?

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La domanda di usufruire dell’agevolazione fiscale sull’acquisto della prima casa deve essere presentata prima del decreto di trasferimento dell’immobile da parte del giudice.

La possibilità di acquistare un’immobile all’asta può essere sicuramente vantaggioso. Naturalmente è necessario conoscere bene il mercato immobiliare per saper trovare il giusto “affare” su cui puntare.

A questo scopo è sicuramente utile fare riferimento al portale delle aste online, con cui è possibile restare aggiornati sull’andamento delle vendite giudiziarie su immobili pignorati o detenuti da società in fallimento.

In questo ambito sono molte le domande che ci arrivano e che riguardano l’acquisto di immobili all’asta. In particolare, immobili di tipo residenziale per i quali si chiede se sia possibile usufruire dell’agevolazione prima casa.

La risposta in questi casi è positiva, l’agevolazione acquisto prima casa si può applicare anche in caso di acquisto di immobile all’asta. Tuttavia, in questo caso occorre prestare attenzione alla tempistica di richiesta dell’agevolazione da parte dell’acquirente. In questo caso, infatti, non c’è un atto di vendita ma una disposizione da parte del giudice.

Vediamo quindi come richiedere l’agevolazione prima casa in caso di acquisto di immobile all’asta.

Cos’è l’agevolazione prima casa?

L’applicazione dell’agevolazione prima casa è un bonus fiscale legato alla riduzione delle imposte indiretta per l’acquisto del primo immobile in Italia dal parte del contribuente. Se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione Iva, si paga:

  • Imposta di registro proporzionale nella misura del 2% (invece del 9%);
  • Imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • Imposta catastale fissa di 50 euro.

Se il venditore è  un’impresa, con vendita soggetta a Iva (tipico il caso del costruttore dell’edificio) si paga:

  • Iva ridotta al 4% (invece del 10%; per gli immobili A/1, A/8 e A/9 l’Iva è al 22%);
  • Imposta di registro fissa di 200 euro;
  • Imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
  • Imposta catastale fissa di 200 euro.

L’agevolazione spetta a chi non ha mai usufruito in precedenza dello stesso bonus e che non abbia, nel Comune ove si trova l’abitazione da acquistare, un altro immobile. Si può ottenere il bonus a condizione che si trasferisca la propria residenza entro massimo 18 mesi dall’acquisto nel Comune ove si trova la casa in questione.

L’acquisto di immobile all’asta

Oltre al normale ribasso rispetto al prezzo di mercato che spesso è possibile verificare quando si acquista un’immobile all’asta chi sfrutta questo tipo di acquisto può usufruire anche del bonus prima casa.

Si tratta del beneficio fiscale riservato a chi acquista un immobile – il primo immobile – nel Comune ove ha residenza o ove ve la trasferirà nei successivi 18 mesi all’acquisto.

Il bonus prima casa per gli acquisti di immobili all’asta

Il bonus prima casa vale anche per chi acquista un immobile all’asta in tribunale.

In questo caso affinché si possa usufruire dell’agevolazione è necessario che la richiesta di avvalersi del beneficio sia presentata prima della registrazione del decreto di trasferimento presso la competente Agenzia delle entrate. Successivamente è impossibile ottenere il bonus.

Quindi l’acquirente deve avere cura di chiedere al giudice che dispone la vendita la possibilità di avvalersi dell’agevolazione fiscale in commento.

Quando chiedere il bonus prima casa per le vendite giudiziarie?

Le vendite all’asta possano sicuramente beneficiare dell’agevolazione prima casa, qualora il contribuente dichiari di volersi avvalere dell’agevolazione contestualmente all’istanza di partecipazione all’asta.

Questa dichiarazione, poi, può essere inserita anche in un momento successivo, con un atto integrativo, finanche dopo l’emissione del decreto di trasferimento, ma con l’insuperabile scadenza del momento di registrazione di tale decreto presso l’Agenzia delle entrate.

Quindi se la richiesta di avvalersi del bonus viene presentata dopo la registrazione del decreto di trasferimento, non c’è più possibilità di ottenere il beneficio fiscale. Attenzione, quindi, alla tempistica!

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