Comunicazione liquidazione Iva - Sanzioni ravvedimento operoso

Comunicazione liquidazione Iva – sanzioni e ravvedimento operoso

 

A partire dal 1 gennaio del 2017, i contribuenti soggetti iva, sono stati obbligati ad inviare entro specifiche scadenze 2 novi adempimenti: la comunicazione IVA trimestrale e la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA. Il primo adempimento è stato abolito dal 1 gennaio 2019 con l’entrata in vigore della fattura elettronica obbligatoria.

Pertanto in questo contributo ci concentreremo sulla comunicazione liquidazione Iva; in modo particolare sull’aspetto sanzionatorio. In relazione a quest’ultimo, vedremo come è possibile ridurre le sanzioni tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

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Comunicazione liquidazioni periodiche Iva – Che cos’è?

La comunicazione liquidazione periodica Iva è l’adempimento fiscale, introdotto dalla Legge di Bilancio, dove, i soggetti obbligati a tale adempimento, sono tenuti a comunicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta, ai sensi dell’art. 21- bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Quali sono i soggetti obbligati all’invio della comunicazione Lipe?

Sono tenuti allacomunicazione liquidazione periodica iva tutti i titolari partita Iva, a prescindere dalla periodicità della liquidazione Iva.

  • Sono esclusi da tale omunicazione, i seguenti soggetti: Soggetti nel regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015);
  • Contribuenti minimi, ai sensi dell’art. 27, comma 1 e 2, del D.L. n. 98/2011;
  • Soggetti passivi che effettuano esclusivamente operazioni esenti;
  • Enti associativi che hanno optato per il regime di determinazione del reddito e dell’Iva secondo i criteri forfetari di cui alla L. n. 398/1991;
  • Contribuenti esonerati dalle liquidazioni periodiche IVA;
  • Soggetti esclusi dalla presentazione della Dichiarazione Iva annuale;
  • Soggetti che non hanno effettuato operazioni nel 2018 e che non hanno crediti d’imposta da fruire.

Liquidazioni periodiche iva 2019: scadenze

A differenza della comunicazione dei dati delle fatture (spesometro) che, con l’entrata in vigore della fattura elettronica, a partire dal 1 gennaio 2019 è stata disposta l’abolizione di tale adempimento.

Per il 2019, la comunicazione Lipe continua ad avere periodicità trimestrale. Tale comunicazione deve essere inviata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre.

  • primo trimestre: entro il 31 maggio 2019;
  • secondo trimestre: entro il 16 settembre 2019;
  • terzo trimestre: entro il 18 novembre 2019;
  • quarto trimestre: entro il 28 fbbraio 2020.

Comunicazione liquidazione Iva: istruzioni

Per trasmettere la comunicazione trimestrale IVA, occorre preparare un file xml che rispetti le specifiche tecniche e che, in particolare, contenga:

  • I dati identificativi del soggetto a cui si riferisce la comunicazione;
  • I dati delle operazioni di liquidazione IVA effettuate nel trimestre di riferimento;
  • Dati dell’eventuale dichiarante.

Se il contribuente decide di gestire tutto tramite i software gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, tale file:

1) Dovrà essere firmato mediante la funzione Sigillo, di cui al portale fatture e corrispettivi;
2) Andrà controllato sempre mediante l’apposita funzione interna al portale fatture e corrispettivi;
3) Dovrà essere inviato telematicamente.

Comunicazione liquidazione Iva: Sanzioni

Il D.L. n. 193 del 2016 ha determinato gli aspetti sanzionatori legati alle violazioni in tema di comunicazione liquidazione iva.

L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000. Tale sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni successivi alla scadenza di legge.

Il Ravvedimento delle comunicazioni periodiche Iva

Con la Circolare 104/E del 2017, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la disciplina sanzionatoria e in particolare del ravvedimento operoso di questo adempimento. Al riguardo, l’Agenzia ha osservato che l’esposta disciplina sanzionatoria è contenuta nell’articolo 11, commi 2-bis e 2-ter, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 con natura amministrativo-tributaria. Pertanto, si evince che risulta applicabile l’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. del 18 dicembre 1997, n. 472.

Per effettuare la regolarizzazione vi sono due modalità:

  1. Effettuare il ravvedimento prima dell’invio del Modello Iva annuale. In questo caso sarà necessario procedere ad un nuovo invio della comunicazione;
  2. Procedere a fare la correzione direttamente in sede di predisposizione del Modello iva. In questo caso non è necessario procedere ad un nuovo invio della comunicazione.

Per il ravvedimento della mancata (o errata) effettuazione della comunicazione, si applicano le regole ordinarie dettate dall’articolo 13, comma 1, lettera a-bis) e seguenti, del D.Lgs. n. 472 del 1997.

Qui di seguito un prospetto, dell’importo della sanzione, ridotta in base ai termini di versamento:

Modello F24: Ravvedimento operoso

Qui di seguito, vediamo in modo operativo come si compila il modello F24 e le modalità di pagamento di quest’ultimo.

E’ opportuno precisare che tutti i titolari di partita Iva hanno l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente con modalità telematiche.

I versamenti con modalità telematiche possono essere effettuati:

  1. direttamente:
  • mediante i servizio telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (“F24 web” e “F24 online”) utilizzando i canali Entratel o Fisconline;
  • mediante i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione, prestatori di servizi di pagamento).
  • tramite gli intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.) che:

2. tramite gli intermediari (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.) che:

  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e aderiscono a una specifica convenzione con la medesima Agenzia (servizio “F24 cumulativo”)
  • sono abilitati al canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate e utilizzano il servizio “F24 addebito unico” (Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 giugno 2007)
  • si avvalgono dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

Ravvedimento Lipe – Esempio pratico

Vediamo il caso di omessa comunicazione della liquidazione periodica relativa al primo trimestre del 2019, la cui scadenza è fissata per il 31 maggio, qualora il contribuente decida di ravvedersi, dovrà effettuare i seguenti versamenti:

a) si ravvede entro il 15 giugno. Assolve l’obbligo comunicativo e versa Euro 27,78 si sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.Lgs. n. 472 del 1997 che permette di ridurre la sanzione base di Euro 250 ad 1/9.

b) si ravvede entro il 31 luglio. Assolve l’obbligo comunicativo e versa Euro 55,56 si sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.Lgs. n. 472 del 1997 che permette di ridurre la sanzione base di Euro 500 ad 1/9.

c) si ravvede entro il 10 settembre 2020, se nella Dichiarazione IVA 2019 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2019) sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa, deve versare Euro 71,43. Ovvero, la sanzione base di euro 500 ridotta a 1/8, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 472 del 1997;

d) si ravvede entro il 10 settembre 2020, se nella Dichiarazione IVA 2020 (presentata entro la scadenza del 30 aprile 2020) non sono stati correttamente riepilogati i dati della comunicazione trimestrale omessa. Pertanto sarà necessario presentare la dichiarazione integrativa versando la relativa sanzione alla quale si aggiunge quella di Euro 71,43 (sanzione base di euro 500 ridotta ad 1/8, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 472 del 1997)

FAQ – Risposte a quesiti

Qui di seguito le risposte ad alcuni casistiche particolari:

  1. Nel rigo VP8 deve essere indicato l’intero credito risultante dal periodo precedente o solo la quota utilizzata in detrazione? Nel rigo VP8 deve essere indicato l’intero importo del credito relativo al periodo precedente (al netto dell’eventuale quota chiesta a rimborso).
  2. Il contribuente è obbligato a riportare nel rigo VP9 del modulo relativo al mese di gennaio del credito iva relativo all’anno precedente? Il contribuente non è tenuto ad indicare nel rigo VP9 del mese di gennaio l’intero ammontare del credito IVA dell’anno precedente se non intende utilizzarlo nella relativa liquidazione periodica. Detto credito potrà, eventualmente, essere indicato, in tutto o in parte, nel rigo VP9 dei mesi successivi, quando il contribuente deciderà di utilizzare tale credito.               
  3. Se il contribuente chiude la liquidazione periodica a debito e decida di non versare, regolarizzando il tutto con il ravvedimento operoso, come si compila la Comunicazione? Nel quadro VP non vanno indicati i versamenti, neppure quelli tardivi effettuati avvalendosi del ravvedimento operoso.
  4. Nel caso in cui non sia stata registrata alcuna operazione rilevante ai fini IVA in un trimestre, vi è l’obbligo di presentare la Comunicazione?    L’obbligo di invio della Comunicazione non ricorre in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP (ad esempio, contribuenti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva). L’obbligo, invece, sussiste nell’ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente.                 
  5.  Come ci si deve comportare nel caso di rettifica di una Comunicazione già trasmessa in via telematica e per la quale è già scaduto il termine di presentazione?
    Il sistema telematico accoglie eventuali Comunicazioni inviate successivamente alla prima, per correggere errori od omissioni, anche oltre il termine di scadenza ordinario. Ovviamente, la Comunicazione successiva sostituisce quelle precedentemente trasmesse.

One thought on “Comunicazione liquidazione Iva – sanzioni e ravvedimento operoso

  1. Franco Marmarola-Groppo

    Buongiorno,
    nella sezione Ravvedimento Lipe – Esempio pratico, alla lettera b) si legge: “si ravvede entro il 31 luglio….”
    FATE ATTENZIONE: la data corretta è 29 luglio! Infatti l’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del D.Lgs. n. 472 del 1997 che permette di ridurre la sanzione base di Euro 500 ad 1/9 si applica “se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni…” NON ENTRO 3 MESI! Scad. 30 aprile + 90 gg. = 29 luglio.
    Era doveroso segnalarvelo.
    Distinti saluti

     

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