Contratto di comodato d'uso ai figli minorenni: nessuna esenzione Imu e Tasi

Contratto di comodato d’uso ai figli minorenni: nessuna esenzione Imu e Tasi

 

L’ordinanza della Cassazione ha previsto nessuna esenzione dalle imposte per gli immobili concessi in comodato d’uso ai figli minorenni

Nessuna agevolazione Imu e Tasi è prevista per l’abitazione concessa in comodato ai figli minorenni. In questa fattispecie non vi è la possibilità di beneficiare della riduzione del 50% della base imponibile per il calcolo Imu e Tasi, attualmente prevista.

Tutto questo, è stato stabilito dalla Corte di Cassazione n. 5529/2019. La sentenza, oltre a definire che la riduzione non spetta nel caso di comodato d’uso gratuito al coniuge, chiarisce quando l’agevolazione non è ipotizzabile neppure per i contratti stipulati con i figli.

In questo contributo vediamo pertanto quando è possibile beneficiare dell’esenziale e quali sono i requisiti da rispettare.

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Contratto di comodato gratuito

La disciplina del contratto di comodato è rintracciabile nell’art. 1803 e seguenti del codice civile.

Il contratto con cui una parte, il cosiddetto comodante, consegna all’altra, il cosiddetto comodatario, una cosa mobile o immobile, affinchè se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

Il comodatario è tenuto a custodire e conservare il bene concesso dal contratto con ladiligenza del buon padre di famiglia e non può servirsene che per l’uso determinato dal contratto o dalla natura della cosa e al termine del contratto è obbligato a riconsegnarlo.

Il proprietario ha facoltà di richiedere sia l’immediata restituzione del bene, sia il risarcimento dei danni, nel caso in cui il comodatario non rispetti tali obblighi contrattuali.

Comodato ai figli minorenni: nessuna esenzione Imu e Tasi

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5529/2019 ha posto delle limitazioni in merito alla possibilità di beneficiare della riduzione del 50% della base imponibile del 50% per il calcolo dell’Imu e della Tasi.

La Corte di Cassazione ha chiarito che tale riduzione non si applica nella fattispecie di contratto di comodato d’uso gratuito al coniuge. Inoltre definisce quando l’agevolazione non è configurabile neppure per i contratti stipulati con i figli.

Oggetto della sentenza è il ricorso prsentato da un contribuente avverso la decisione della CTR del Lazio. Quest’ultima rigettò l’appello proposto dal contribuente nei confronti del Comune avverso la sentenza della CTP. Quest’ultima aveva a sua volta rigettato il ricorso del contribuente avverso avviso di accertamento ai fini ICI per l’anno 2011.

Qui di seguito un estratto ripreso dalla sentenza, a sostegno della decisione in merito al ricorso presentato dal contribuente:

«non potendo sostenersi che due minori di cinque ed undici anni possano vivere da soli, non è stata raggiunta la prova del diritto all’esenzione richiesta»,

La sentenza ha sostanzialmente escluso la sussistenza dei requisiti richiesti dalla norma primaria per l’esenzione, non essendo configurabile un rapporto di comodato gratuito unicamente tra il genitore ed i figli minori

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal contribuente. Di conseguenza, ha condannato il contribuente al pagamento in favore del controriccorrente (Comune) delle spese di giudizio di legittimità.

Agevolazione Imu: requisiti

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto, a partire dal primo gennaio 2017 una particolare agevolazione, valevole ai fini IMU e TASI. Si tratta di un bonus riguardante gli immobili concessi in comodato gratuito.

In particolare gli immobili abitativi concessi in comodato gratuito a parenti di primo grado possono godere di un bonus fiscale valevole ai fini IMU riguardante l’esenzione al 50% della base imponibile, su cui i Comuni delibereranno l’aliquota di imposta.

Vediamo qui di seguito quali sono i requisite che devono sussistere per poter accedere all’esenzione della base imponibile IMU al 50% sono stringenti:

  • L’abitazione non deve essere di lusso, vale a dire classificata nelle categorie A1, A/8 e A/9;
  • Il contratto di comodato deve essere registrato e deve essere concesso ad un parente in linea retta entro il 1° grado (padre/figlio) che la utilizza come abitazione principale.
  • Il comodante può possedere al massimo un altro immobile destinato a propria abitazione principale;
  • Il Comodante e comodatario devono risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune.
  • Il comodante deve presentare la dichiarazione imu per attestare il possesso dei requisiti qui sopra indicati.

Legge di Bilancio 2019: estensione agevolazione Imu

Tale agevolazione è prevista solo nell’ipotesi in cui vi è la presenza di figli minori.

L’ art. 1, comma 1092, della Legge di Bilancio n. 145/2019 ha esteso l’ agevolazione Imu al coniuge del comodatario in caso di morte dello stesso.

Questa agevolazione è estesa anche al tributo Tasi. Questo, in quanto, l’imponibile per il calcolo dei due tributi è calcolata nel medesimo modo.

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