Controlli sui contanti 2019: chi rischia?

Controlli sui contanti 2019: chi rischia?

 

Quali sono i limiti? come avvengono le verifiche? Quali sono i soggetti a maggior rischio?

Dal 1 settembre 2019 è partita la stagione dei controlli sui contanti e sulle movimentazioni anomali di denaro nei conti correnti.

In questo contributo vedremo nel dettaglio come avvengono i nuovi controlli sui conti correnti e quali sono i soggetti a maggior rischio di controllo.

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Controlli uso contanti: cosa sono

I controlli sui contanti, partiti dal 1 settembre, fanno parte della lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro.

Dal 1 settembre 2019 infatti, le banche, le poste e tutti gli istituti di credito hanno l’obbligo di segnalare movimenti di denaro superiori alla soglia di 10.000 euro al mese. Saranno controllati anche singoli prelievi e versamenti di importo superiore a 1.000 euro.

Questo servirà per incrociare i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate e della Guarda di Finanza, in modo da scovare presunti evasori.

L’Agenzia delle Entrate si avvale di questa “anagrafe dei conti correnti“. Questa, rappresenta una banca-dati in cui vengono raccolte tutte le informazioni relative ai saldi e movimenti bancari effettuati dai singoli cittadini.

Controlli sui contanti: limiti

Sono fissati a 10.000 euro mensili, i limiti relativi all’uso del contante, al di sopra dei quali possono scattare le verifiche e controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Verranno presi in considerazione anche i versamenti o i prelievi di somme singolarmente pari a 1.000 euro.

Controlli sui contanti: in quale modalità avvengono

Il controllo fiscale non scatta automaticamente. Tutto inizia con la segnalazione da parte dell’istituto di credito che poi ha come effetto di far scattare un’allarme al Fisco, quando l’operatore vede movimentazioni di importo superiore ai 10.000 euro in un mese.

Il primo invio da parte degli istituti di credito è stato effettuato entro il il 15 settembre 2019. Tale invio, riguarda le comunicazioni relative alle operazioni oltre il limite dei 10 mila euro effettuate nel mese di aprile, maggio, giugno e luglio 2019.

Dopo tale comunicazione, le successive possono essere effettuate a cadenza mensile, a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di riferimento e deve pervenire entro il 15 del secondo mese successivo.

La segnalazione alla Banca d’Italia deve essere effettuata anche da chi non ha operazioni da comunicare. Tuttavia, qualora non vengano effettuate operazioni in contanti o per operazioni inferiori alla soglia dei 1.000 euro può essere fatta la richiesta di esonero.

Controlli conti correnti: chi rischia?

I soggetti a maggior rischio saranno tutti coloro che effettuano movimenti di denaro da e sul proprio conto, oggetto di segnalazioni.

Ricordiamo che sono oggetto di segnalazioni da parte degli istituti di credito il superamento di:

  • 10.000 euro mensili relativi a prelievi o versamenti di denaro contante;
  • singole operazioni di importo unitario pari o superiore a 1.000 euro.

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