Donazione con riserva di usufrutto

Donazione con riserva di usufrutto: guida operativa

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Come donare un bene ad un parente mantenendo il diritto di utilizzarlo. Quali sono i limiti e le tasse da pagare?

Quando si fa una donazione c’è chi senti il bisogno di tutelarsi e di blindare quel che gli resta da vivere. In quanto oggi si va d’accordo ma domani non lo sappiamo.

Da questo nasce lo strumento della donazione con riserva di usufrutto. Questo, permette a chi dona di conservare la disponibilità del bene fino a che sarà in vita.

Attraverso la donazione con riserva di usufrutto trasferisce ad un altro la nuda proprietà del bene ma non il diritto di usufrutto.

Vediamo in questo contributo come fare questo tipo di donazione ed inoltre quali sono i limiti e le tasse da pagare.

Che cosa è l’usufrutto?

Prima di entrare nel vivo della questione mi sembra opportuno definire il concetto di usufrutto.

«Usus fructus est ius alienis rebus utendi fruendi salva rerum substantia»

L’usufrutto è un diritto reale minore, disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile. Consiste nel diritto di un soggetto (usufruttuario) di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto (nudo proprietario) e di raccoglierne i frutti, ma con l’obbligo di rispettarne la destinazione economica.

Il diritto di usufrutto è sempre temporaneo. Non può infatti durare oltre la vita dell’usufruttuario o, se questo è una persona giuridica, oltre il termine di trent’anni.

Per quanto concerne il vincolo di destinazione economica della cosa, l’usufruttuario non potrà variare il carattere e la natura dal lato della sua utilità economica.

A chi spettano le spese in caso di usufrutto?

Per quanto riguarda le spese occorre fare una distinzione sulla tipologia di spesa:

  • I tributi locali, quali Imu, Tasi e Tari sono a carico dell’usufruttuario;
  • Le spese straordinarie sono a carico del nudo proprietario;
  • Le spese di ordinaria manutenzione sono a carico dell’usufruttuario.

Donazione con riserva di usufrutto: cosa comporta?

Proviamo a spiegare questa fattispecie con un esempio.

Pensa di avere due case, quella in cui abiti ( la tua abitazione principale) e quella che utilizzi per trascorrere le tue vacanze. Hai anche due figli e desideri lasciare una casa a ciascuno di loro.

Inoltre desideri:

  • Il passaggio non avvengo dopo la tua morte; in quanto vorresti lasciare finché sei in vita le cose apposto;
  • Non trovarti un’altra abitazione per la tua sistemazione

In questa situazione ti può essere utile una donazione con riserva di usufrutto.

Quali sono le tue possibilità?

Intestando ciascuna casa ai tuoi figli, si aprono due possibilità:

  1. Ti tieni l’usufrutto su entrambe le case;
  2. Ti tieni l’usufrutto solo sull’abitazione in cui vivi e vorresti continuare a vivere.

Nella prima ipotesi ai tuoi figli andrà la nuda proprietà. Questo significa che non potranno disporre al 100% della casa ( ad. esempio venderla al terzi) fin tanto che tu manterrai l’usufrutto.

Nella seconda ipotesi, ad un figlio avrai donato il 100% della casa, il quale potrà disporre come più desidera. Mentre all’altra figlio avrai donato soltanto la nuda proprietà.

Con questa ipotesi sicuramente ti permette di tutelarti maggiormente nel caso si dovessero incrinare i rapporti con tuo figlio. Infatti sarai sicuro che nessuno potrà mandarti via di casa, anzi sarai libero di locare il tuo appartamento qualora lo desideri.

Donazione con riserva di usufrutto: cosa dice la legge?

La donazione con riserva di usufrutto è regolata dal Codice civile. Come visto nel paragrafo precedente il Codice civile la definisce come:

la possibilità di dare in donazione la nuda proprietà di un bene mobile o immobile riservando a sé stesso o ad altri l’usufrutto, cioè il godimento del bene.

Inoltre il Codice civile permette al donante di riservare per se stesso e per gli altri l’usufrutto dei beni donati.

Questo vuol dire che potrai decidere di donare l’usufrutto ad un terzo. Tale operazione produce i sui effetti solo alla morte del primo usufruttuario.

Poniamo il caso in cui tu desideri donare la casa a tuo figlio con riserva di usufrutto. Tuo figlio pertanto riceverà la nuda proprietà dell’immobile. Inoltre decidi di destinare alla tua morte l’usufrutto al tuo migliore amico Marco e alla morte di quest’ultimo vada al figlio di Marco.

Questo non sarà possibile perché al decesso del tuo amico Marco il diritto di usufrutto si ricongiungerà al diritto di proprietà in capo a tuo figlio.

Il ricongiungimento in capo a tuo figlio avverrà senza dichiarazione fiscale o pagamento di tasse. Tua figlio dovrà presentare al catasto il certificato di decesso e chiedere che venga cancellato l’usufrutto del certificato catastale.

Quali sono i vantaggi fiscali della donazione con riserva di usufrutto?

Infine la soluzione della riserva di usufrutto è molto vantaggiosa dal punto di vista fiscale, soprattutto per gli immobili che non costituiscano “prima casa”. In quanto le imposte sono pagate non sul valore dell’intera proprietà, ma su una base imponibile inferiore.

Pertanto nel caso di donazione con riserva di usufrutto le tasse si pagano solo sul valore della nuda proprietà. Questa, dipende in base all’età dell’usufruttuario e si base su una tabella ministeriale che stabilisce i seguenti valori della nuda proprietà:

  • 5% se il donante ha fino a 20 anni;
  • 10% se il donante ha da 21 a 30 anni;
  • 15% se il donante ha da 31 a 40 anni;
  • 20% se il donante ha da 41 a 45 anni;
  • 25% se il donante ha da 46 a 50 anni;
  • 30% se il donante ha da 51 a 53 anni;
  • 35% se il donante ha da 54 a 56 anni;
  • 40% se il donante ha da 57 a 60 anni;
  • 45% se il donante ha da 61 a 63 anni;
  • 50% se il donante ha da 64 a 66 anni;
  • 55% se il donante ha da 67 a 69 anni;
  • 60% se il donante ha da 70 a 72 anni;
  • 65% se il donante ha da 73 a 75 anni;
  • 70% se il donante ha da 76 a 78 anni;
  • 75% se il donante ha da 79 a 82 anni;
  • 80% se il donante ha da 83 a 86 anni;
  • 85% se il donante ha da 87 a 92 anni;
  • 90% se il donante ha da 93 a 99 anni.

La donazione con riserva di usufrutto permette che il calcolo del valore degli immobili avvenga sul valore catastale al momento della donazione senza alcuna rivalutazione.

Donazione con riserva di usufrutto: quanto si paga di tasse?

La tassazione è commisurata al rapporto di parentela tra donante e donatario. La base imponibile è pari alla rendita catastale moltiplicata per:

  • 115,5: se la donazione interessa la prima casa;
  • 126 se si tratta della seconda casa.

Oltre all’imposta di donazione sono dovute per i beni immobili le imposte ipotecarie e catastali nella misura del 2% e dell’1%, rispettivamente. Nel caso di abitazione principale per il donatario è dovuta solo l’imposta fissa di Euro 200,00 per ogni imposta.

L’imposta di donazione dipende dal grado di parentela, in quanto sono previste delle franchigie, qui di seguito riassumo:

  1. per i donatari in linea retta (genitori, figli, nipoti) e per il coniuge c’è una quota esente da imposta fino a 1.000.000,00 (un milione) di Euro per ciascun donatario; la parte che supera tale limite paga l’aliquota del 4%.
  2. I donatari in linea collaterale, fratelli e sorelle, hanno una quota esente da imposta fino a 100.000,00 (centomila) Euro, oltre pagano il 6%.
  3. I donatari parenti in linea collaterale fino al quarto grado pagano il 6% di imposta senza quote esenti.
  4. I donatari parenti oltre il quarto grado e gli estranei pagano un’imposta dell’8%, senza quote esenti.

Le tasse dovranno essere pagate dal donatario.

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