Ecobonus al 110%

Ecobonus al 110%: come funziona e a chi spetta

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Ecobonus 110% nel decreto Rilancio: vediamo quali sono gli interventi ammessi, le regole da seguire e i requisiti dei beneficiari della misura. Ecco la guida dettagliata su come fare i lavori in casa gratis.

Il decreto Rilancio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio, ma è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo nella serata del 19 maggio. Ecobonus 110% è tra le novità più attese del decreto Rilancio. Con questa misura infatti sarà possibile effettuare alcuni tipi di lavori in casa gratis, sfruttando il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura.

Sono molte le novità: dopo una prima esclusione, è possibile usufruirne anche nelle seconde case (a eccezione delle villette unifamiliari) e sono previste sanzioni salate per chi rilascia documenti falsi.

L’obiettivo del superbonus è quello di cercare di risollevare il settore dell’edilizia, tra i settori maggiormente colpiti dall’emergenza covid-19.

Vediamo nel dettaglio come funziona l’ecobonus e come può essere utilizzato.

Sei pronto!?! Si comincia!!!

Ecobonus e sismabonus al 110%

Nell’intervista rilasciata al Sole24Ore del 6 maggio 2020, il Sottosegretario Riccardo Fraccaro, ha illustrato i principali punti del bonus del 110%.

Viene estesa la possibilità di cessione della detrazione fiscale agli Istituti di credito, ipotesi precedentemente prevista solo per i soggetti incapienti:

“una famiglia può decidere di detrarre negli anni successivi un importo superiore alla spesa oppure cederlo all’impresa che fa i lavori tramite uno sconto in fattura che ti consente di fare i lavori senza pagare nulla. Poi sarà l’impresa a pagare meno tasse o scontarlo e cederlo a sua volta alla banca o a qualsiasi altra impresa che abbia capienza fiscale”.

L’obiettivo alla base di queste misure è quello di agevolare la ripresa del settore edilizio ed agevolare le famiglie che intendono migliorare le proprie condizioni di vita.

Ecobonus e sismabonus: dal 65% e 50% al 110%

Andiamo ad esso a vedere quali sono i lavori che danno diritto al superbonus. Vi sono 3 categorie:

  1. coibentazione termica dell’edificio, con tetto massimo di spesa detraibile pari a 60 mila euro per unità immobiliare (significa che in una casa indipendente il tetto 60 mila euro, in un condominio 60mila euro per ogni singola unità immobiliare);
  2. installazione di impianti di riscaldamento e raffrescamento con requisiti di alta efficienza in condominio , con tetto di spesa di 30mila euro;
  3. installazione di impianti di riscaldamento e raffrescamento con requisiti di alta efficienza in condominio , con tetto di spesa di 30mila euro

Ecobonus: ulteriori interventi previsti

L’ecobonus in vigore attualmente, con aliquote che vanno da 50 al 75%, prevede una serie di altri lavori che non rientrano nelle categorie sopra riportate.
Ad esempio la sostituzione degli infissi. Questi lavori possono tuttavia rientrare.
Infatti queste opere se compiute assieme ai lavori appartenenti alle tre categorie sopra ricordate rientrano nella nuova agevolazione.

Ci sono poi due altri interventi che danno diritto all’agevolazione sempre se compiuti assieme alle altre opere agevolabili: l’installazione dei pannelli fotovoltaici e quella di colonnine di ricarica per le autovetture elettriche.

Ecobonus al 110%: chi resta escluso

La norma però prevede anche una serie di esclusioni dal super ecobonus.
Quella che probabilmente farà più discutere riguarda i lavori per le seconde case indipendenti. Ad oggi invece è prevista per tale tipologia il bonus ordinario.
La norma infatti esclude le unità unifamiliari che non siano abitazione principale. Sono invece agevolate le seconde case in condominio.

Inoltre sono escluse le persone fisiche quando operano come esercenti arti o professioni anche se dovrebbero rientrare nell’agevolazione quando l’immobile si trova in condominio.

A questo punto è opportuno ricordare la nozione di condominio, ricomprende tutti gli edifici che abbiano alcuni parti in comune. Anche se le unità sono solo due. Per cui una villetta bifamiliare con due unità immobiliari distinte avrà diritto al bonus se i titolari ad esempio decidono di coibentare l’edificio in quanto si tratta di lavori condominiali. Questo anche se per uno o per entrambi i proprietari non si tratta di abitazione principale.

Ecobonus al 110%: sconto in fattura e cessione del credito

Il Decreto Rilancio ha previsto per il superbonus sia la possibilità di usufruire dello sconto in fattura sia della cessione del credito anche ad una banca.

La possibilità di applicare sconto in fattura riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. E’ prevista anche per altri interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rischio sismico.

Vediamo qui di seguito un elenco di lavori per cui spetta lo sconto in fattura:

  • Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. Molto in sintesi, sono i lavori a cui si applica la detrazione al 50% fino a un tetto di spesa di 96mila euro previsti dall’ articolo 16-bis, comma 1, lettere a, b, del testo unico delle imposte sui redditi, dpr 917/1986.
  • Efficienza energetica: lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento. Sono gli interventi agevolati con l’ecobonus al 65% previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013.
  • Lavori antisismici: sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3 (in base alla classificazione del rischio sismico) previsti dall’articolo 16, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legge 63/2013.
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna: sono i lavori agevolati con il nuovo bonus facciate introdotto dalla manovra 2020 (articolo 1, comma 219, legge 160/2019).
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: articolo 16-ter dl 63/2013.

Come accedere al bonus?

Per poter richiedere il superbonus del 110%, gli interventi dovranno sottostare a dei requisiti minimi come previsto dall’art. 14 del DL n. 63/2013.

Non solo, ma sarà necessario che i lavori assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o della classe energetica più alta. Questo dovrà essere dimostrato tramite l’attestato di prestazione energetica (APE). Per quanto riguarda la riduzione del rischio sismico, è necessario che sia asseverata da professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico. Inoltre gli stessi professionisti dovranno anche attestare la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Sconto in fattura

E’ una somma che corrisponde alla detrazione spettante, che viene direttamente scalata sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi. Quest’ultimo recupera poi la somma applicando un credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Cessione del credito

La cessione del credito è la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il credito d’imposta può essere utilizzato anche in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite, con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno può essere usufruita negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

E’ in ogni caso necessario attendere un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con le modalità attuative.

Cosa cambierà per le famiglie: esempio

Vediamo con un esempio concreto, cosa cambierà per le famiglie con la detrazione pari al 110%.

Supponiamo il caso in cui una famiglia effettui lavori sulla propria abitazione ( rientranti tra quelli sopra elencati) per un importo pari ad euro 2.000.

Questa famiglia avrà due possibilità:

  1. Mantenere la detrazione fiscale;
  2. Cedere la detrazione fiscale.

Nel primo caso, potrà beneficiare in sede di dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% del costo dei lavori ( nel nostro esempio quindi pari ad euro 2200).

Tale detrazione potrà essere usata in compensazione in cinque quote annuali di pari importo.

Pertanto nel nostro esempio, a fronte di una spesa per lavori pari ad euro 2.000, si riceverà dallo Stato una detrazione pari ad euro 2.200.

Se in sede di dichiarazione dei redditi, dopo un’analisi della situazione personale, ci accorgiamo di non avere capienza per l’utilizzo della detrazione fiscale, conviene optare per la cessione della detrazione fiscale.

Con quest’ultima, si potrà beneficiare di uno sconto in fattura pari al 100% della spesa sostenuta.

Pertanto, una famiglia potrà effettuare importanti spese di ristrutturazione senza alcun esborso monetario.

Ecobonus: come richiederlo

Per poter accedere al superbonus dobbiamo attendere i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate, che arriveranno entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore.

Ecobonus: quali sono le sanzioni previste?

Nel Decreto sono state introdotte anche delle sanzioni per chi dovesse rilasciare attestazioni false. Infatti, oltre alla decadenza del beneficio, si rischia una sanzione pecuniaria da un minimo di 2 mila euro fino ad un massimo di 15 mila euro per ogni attestazione o asseverazione infedele.

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One thought on “Ecobonus al 110%: come funziona e a chi spetta

  1. Ignazio

    Ma siamo sicuri che la banca si accontenti del 10% come interesse complessivo per erogare la cifra che poi recupererà in 5 anni? Sarebbe 2,5% annuo…..

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